Oggi qualche pensiero da mettere nel sacchetto delle idee.

Quest’anno con i bambini, durante i percorsi educativi che proponiamo nelle scuole, abbiamo parlato (e avremmo dovuto continuare a parlare se non fosse stato per questo puzzone di un virus, che in qualche modo ci ha tutti costretti a fare i conti con parecchie cosette), di temi molto interessanti:
dal sentirsi parte di un mondo che va la di là della nostra famiglia/amici/scuola, passando per la bellezza della Natura, arrivando anche a riflessioni giocose rispetto al tempo.
Per ironia della sorte (e che sorte!) tutti temi caldi ed interessanti da affrontare, grazie proprio al famigerato COVID-19.

Oggi vorremmo fare una piccola riflessione sul tempo… proprio in questo strano, dilatato e bizzarro tempo.

In questi giorni di quarantena se qualcuno ha a che fare con dei bambini si scontra in modo quasi doloroso con il problema o la risorsa del tempo.
Ci accorgiamo che il tempo c’è, è tanto, scorre, scorre lentamente e noi dobbiamo in qualche modo gestirlo, o piuttosto lasciare che i bambini (finalmente) possano gestirselo. Siamo costretti volenti o nolenti a non dover più correre ma nemmeno far correre loro.

I bambini possono avere il tempo di annoiarsi. La noia è faticosa per i bambini (se non l’hanno mai provata fa paura inizialmente), è faticosa soprattutto per noi grandi che, costretti, appunto, in spazi più o meno piccoli, assistiamo quasi impotenti all’esplosione della noia: la nascita della creatività, o meglio ancora, l’espressione dell’essere bambini, adolescenti, ragazzi.

E noi grandi ne siamo terrorizzati!
Perché quando avviene questo non gestiamo più noi, la casa si può sporcare, la voce si alza, si urla, si arriva alle lotte sul letto… non è più sotto controllo NULLA… forse…

Forse… perché in realtà si può aiutare i bambini anche a gestire questa “esplosione”.
In tanti nei social, alla TV, hanno detto che è bene, in queste lunghe giornate che possono sembrare tutte uguali, dare dei tempi, scandirli, in accordo tra tutti, dai genitori ai figli.
Dare tempi di lavoro di gestione della casa (i genitori non sono i servetti di casa), tempi per fare i compiti (una montagna!), tempi per rilassarsi insieme e tempi per “stare” per conto proprio, fare quello che si vuole, tutti!
E questo non è altro che un primo passo per imparare a gestire anche le esplosioni di creatività o la noia, perché si impara ad autoregolarsi, a gestirsi, si impara che ci sono dei limiti, si impara che è faticoso riordinare, si impara che è bello poter star bene insieme, si impara a lasciare stare gli altri, genitori o fratelli.

Parafrasando un testo famoso: c’è un tempo per annoiarsi, un tempo per creare ed un tempo per sistemare!
Attenzione tocca a loro, non a noi! E pazienza se non lo fanno proprio,
proprio, come lo vogliamo (chiudiamo gli occhi ed allontaniamoci in un’altra stanza!).

Sfruttiamo allora questa quarantena perché i nostri bambini, grandi o piccoli, imparino a gestire il LORO tempo, non riempiamoli di cose da fare, di lavoretti da costruire (trova poi il posto dove metterli, o pareti dove appenderli!), di video da guardare… lasciamoli anche in “balia” della noia,
non temiamola, chiudiamo le orecchie per non ascoltare le loro lamentele e lasciamoli anche nella difficoltà, noi siamo lì, a guardarli da distante con la coda dell’occhio!

In questo modo avremo più tempo per godere del NOSTRO tempo!
Se non lo avete ancora letto vi presentiamo un libro che parla proprio di questo: OZIANDO SI IMPARA di Tom Hodgrinkson, libro acuto e divertente, per genitori tendenti al continuo lamento, un libro che ci aiuta a scoprire il modo per uscire dal circolo vizioso figli fragili-viziati-soli e genitori snervati-infelici, ovvero imparando ad oziare!

(PS: le prime a far fatica a mettere in pratica la magia dell’ozio siamo noi!)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.