Da dove nasce tutto questo

Da molti anni gioco con i bambini, condivido con loro esperienze di narrazione, di invenzione, di stupore e man mano ho sentito che per loro (e, oserei, con loro) dovevo pensare ad uno spazio per far raccontare i loro pensieri, per far uscire quello che c’è nella pancia, nella testa… Lo spazio ancora non c’è, ma il tempo sì… Quel tempo che, grazie a delle maestre, a dei bibliotecari, a degli adulti attenti agli sguardi dei bambini, viene trovato e ritenuto importante.

La passione per i bambini è nata pian piano, come un seme portato nella terra da un venticello leggero, è rimasto lì, buono buono, per tanto tempo finché non mi sono decisa di ascoltarlo, e poi è cresciuto grazie all’acqua che un po’ alla volta lo ha alimentato.
Non è stata una avventura facile far crescere questo seme, le prime foglioline hanno fatto davvero tantissima fatica ad uscire, la terra da bucare era ben dura!
Era ben dura la terra (e lo è tuttora attorno, ma il seme ha trovato un po’ di terreno morbido), perché ci sono moltissimi pregiudizi rispetto al gioco, alle “cose per bambini”, rispetto a lasciare libertà di espressione, soprattutto ai più piccoli.
Il pensiero comune vuole che fare l’animatore sia fare il pagliaccio (nulla da togliere alla meravigliosa arte di fare il clown!), che il gioco sia cosa semplice, poco impegnativa, che giocare sia solo affare dei bambini, che sia “buono” solo quello che è bello, che è pulito, che è dentro a certi canoni imposti da qualcuno (se lo becco sto qualcuno!).
Ed invece con fatica ed immenso stupore, mi sono accorta che c’era ben altro dietro ad un bans, dietro ad una festa di compleanno, dietro ad una storia inventata.
Ho scoperto la bellezza della pianta che stava cercando di far spuntare le foglioline: se le davo degli strumenti per crescere e se le stavo accanto incoraggiandola, lei, con creatività, trovava il suo modo di diventare pianta. Che meraviglia allora!

Sempre l’intrepido seme mi ha portato a studiare, a chiedermi il “perché” di certe cose (potevano sembrare banali ad un primo sguardo) mi ha portato a non “svendermi”, rinunciando a non assecondare un certo modo consumista di considerare il bambino, mi ha portato a dare molta attenzione ai piccoli gesti, sguardi e parole che i bambini si dicono, che dicono ai loro amici immaginari, che dicono anche agli adulti (purtroppo spesso distratti o super impegnati).

Ecco allora il pensiero che sta sotto alle proposte che io e Francesca facciamo.
I bambini hanno tantissimo da dire, spesso sono inibiti da noi adulti che diciamo sempre come si fa, cosa devono dire o non dire… ma loro hanno il tempo o la possibilità di parlare usando le parole che vogliono (magari invertire, inventate…), i modi che desiderano?
Non è facile far fare questo ai nostri bambini che sono portati a pensare come noi adulti abbiamo imposto a loro: se considerate tutto il tempo che passano davanti alla tv! Sono sempre gli adulti che dicono a loro chi sono i cattivi ed i buoni, i brutti ed i belli, i vincenti ed i perdenti, quando non guardano la tv hanno tutti gli sport possibili, tutti i corsi immaginabili, hanno la scuola, hanno sempre degli adulti che dicono loro cosa e come fare.
Potranno diventare degli adulti creativi, adulti che con fantasia tesseranno la loro vita? Potranno diventare degli adulti liberi?

Ringrazio quel seme, che mi ha dato la possibilità di giocare e di conoscere tanti bambini, che mi ricorda, ogni giorno, nonostante la fatica e gli infiniti dubbi, il perché continuare sperimentando strade sempre nuove.

6 thoughts on “Da dove nasce tutto questo

  1. Fantastica Chiara….lo sei sempre stata…questa e’ la TUA strada senza dubbio e quel che semini oggi con questi bambini domani sarà un bosco meraviglioso e ricco di cose bellissime. Brava e complimenti per questo tuo sogno realizzato!!! Lucy

  2. Meraviglioso pensiero, finalmente qualcuno che sa andare oltre le banalità quotidiane, che non si lascia abbindolare dalla massa e sa guardare l’infanzia con altri occhi, quelli dell’anima.Il tempo le darà ragione. La sensibilità come la sua, sa entrare nelle stanze del cuore dei piccoli, con le scarpe di velluto, e questa , le auguro possa portarla lontano come merita, complimenti!!! Io adoro i pagliacci!!! saluti Tizy

  3. Cara Chiara è chiaro il tuo spirito spiritoso che ai bambini risulta petaloso….a parte gli scherzi…sei a misura di bambino e oserei dire pure di adulto…quando vengo alle tue performance mi sbellico sempre…forse che sia io l’eterna bimba?! Besos

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